Il telescopio Rubin scopre due nuovi satelliti della Via Lattea: una galassia debole e un ammasso stellare

Con i dati preliminari dell'Osservatorio Rubin due studi hanno individuato Aquarius IV, una galassia debolissima, e Rubin-GC1, un ammasso globulare nascosto dalle polveri della Via Lattea.

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L'ammasso globulare M13 ripreso dal telescopio spaziale Hubble (immagine di repertorio, non mostra Rubin-GC1)
NASA, ESA e Hubble Heritage Team (STScI/AURA) (pubblico dominio, via Wikimedia Commons). Immagine di repertorio di un ammasso globulare, non Rubin-GC1.

Il Vera C. Rubin Observatory, in Cile, ha permesso di individuare due satelliti della Via Lattea finora sconosciuti: Aquarius IV, una galassia debolissima, e Rubin-GC1, un ammasso globulare nascosto dalle polveri. Lo riportano due studi, uno pubblicato su Research Notes of the AAS e uno su The Astrophysical Journal Letters, uscito il 28 ottobre.

I ricercatori hanno analizzato i dati preliminari del Simonyi Survey Telescope, raccolti tra aprile 2025 e gennaio 2026. Il telescopio è dotato di un sensore da 3,2 gigapixel, la più grande fotocamera digitale mai costruita.

Aquarius IV, una galassia ai confini della Via Lattea

Lo studio su Aquarius IV è guidato da William Cerny, dell’Università di Yale. L’oggetto si trova nelle regioni più esterne dell’alone galattico, a circa 109 kiloparsec, cioè circa 355.000 anni luce da noi. Per i suoi autori le caratteristiche sono simili a quelle delle galassie nane ultra-deboli più piccole, ma non si può ancora escludere che si tratti di un ammasso globulare: per stabilirlo servono immagini più profonde e osservazioni spettroscopiche.

Rubin-GC1, un ammasso dietro le polveri

Rubin-GC1 è stato studiato da un gruppo guidato da Aashay Pai, dell’Università di Chicago. Si trova in una regione densa di stelle e di polveri, a circa 31 kiloparsec (oltre 100.000 anni luce). Secondo gli autori è molto probabilmente un ammasso globulare, forse proveniente dalla galassia nana del Sagittario e finito nella Via Lattea.

Perché è importante

Della Via Lattea si conoscono circa 65 satelliti, ma secondo alcune ipotesi potrebbero essercene centinaia ancora da scoprire. La Legacy Survey of Space and Time, il programma decennale di Rubin, è iniziata a giugno e ha tra i suoi obiettivi proprio la mappatura dell’alone galattico e dei suoi satelliti nascosti.

Le galassie ultra-deboli come Aquarius IV sono composte quasi interamente da materia oscura, quindi censirle aiuta a mettere alla prova i modelli di formazione delle galassie. «Queste scoperte rappresentano solo l’inizio per l’osservatorio Rubin», ha detto Cerny.

Fonti: University of Washington, Media INAF, arXiv (studio su Aquarius IV)

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