Hera invia la prima immagine ravvicinata del sistema di asteroidi Didymos
La sonda Hera dell'ESA ha scattato da 60 chilometri la prima immagine ravvicinata del sistema Didymos, bersaglio dell'esperimento di deviazione di asteroidi della NASA.

La sonda Hera dell’Agenzia spaziale europea (ESA), la missione di difesa planetaria diretta verso il sistema di asteroidi Didymos, ha ottenuto la sua prima immagine ravvicinata del bersaglio. L’ESA l’ha pubblicata il 5 novembre 2026: è stata scattata da 60 chilometri di distanza dalla camera monocromatica Asteroid Framing Camera.
Cosa mostra l’immagine
Nello scatto si vede con chiarezza Didymos, l’asteroide principale, di 780 metri di diametro. La piccola luna Dimorphos, di 151 metri, è invece quasi tutta nascosta dall’ombra. Il lato di Didymos ripreso da Hera è l’opposto di quello mostrato dalla camera della sonda DART della NASA poco prima dell’impatto. Ha la stessa cresta centrale lungo l’equatore, ma per il resto appare molto diverso, con numerosi massi, crateri e strutture che sembrano solchi o creste.
«La prima cosa che abbiamo detto è stata: wow!», ha raccontato Patrick Michel, responsabile scientifico di Hera, del CNRS e dell’Osservatorio della Costa Azzurra. Michael Kueppers, scienziato della missione, ipotizza che alcune di queste caratteristiche derivino dal materiale espulso da Dimorphos dopo l’impatto, arrivato fino a Didymos attraversando circa un chilometro di spazio. Il lavoro per chiarirlo è ancora da fare.
Perché Hera è importante
Il 26 settembre 2022 DART, una sonda di 580 chilogrammi che viaggiava a circa 6,1 chilometri al secondo, è stata fatta schiantare su Dimorphos. È stata la prima volta che l’uomo ha modificato in modo misurabile l’orbita di un oggetto del Sistema Solare: il periodo orbitale della luna attorno a Didymos si è accorciato di 33 minuti, con un’incertezza di circa un minuto, molto più di quanto previsto.
Hera, dopo due anni di viaggio, si trova ora a 196,8 milioni di chilometri dalla Terra e sta per iniziare l’indagine ravvicinata sul «luogo dell’impatto». I suoi dati dovranno aiutare a trasformare la deviazione cinetica degli asteroidi da esperimento isolato a tecnica ben compresa e potenzialmente ripetibile, se in futuro la Terra fosse minacciata. Le immagini dettagliate di entrambi gli asteroidi saranno presentate il 25 novembre.
Fonti: ESA, ESA (missione Hera), NASA (missione DART)




Lascia un commento
Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi contrassegnati con * sono obbligatori. Nei commenti non possiamo dare consigli medici personali.
Stai rispondendo a ·