Molti referti di laboratorio riportano la sigla HEM, e non sempre è chiaro cosa significhi o quando debba preoccuparci. In termini semplici, HEM indica la presenza di sangue o pigmenti ematici in un campione, piu spesso nelle urine. In questo articolo chiariremo come interpretare HEM, quali sono le cause piu comuni, quali controlli sono consigliati secondo le linee guida internazionali e quali numeri recenti aiutano a capire il rischio reale.
Che cosa indica HEM nel referto e dove compare
La sigla HEM, in molti sistemi analitici, è un indicatore di sangue nel campione, soprattutto nelle analisi urine. In pratica, il sensore rileva emoglobina libera, mioglobina o globuli rossi lisati; alcune piattaforme riportano anche ERY/HEM per distinguere tra eritrociti intatti e pigmenti ematici. Quando HEM è positivo, significa che il test ha intercettato tracce di sangue, visibili o no a occhio nudo. Nelle urine, questo corrisponde alla ematuria macroscopica (urine rosse o color ramato) o microscopica (colore normale ma eritrociti presenti al microscopio). Secondo l’American Urological Association (AUA), la ematuria microscopica si definisce con almeno 3 eritrociti per campo ad alto ingrandimento. La rilevanza clinica dipende dal contesto: in giovani con intensa attivita fisica puo essere transitoria; in soggetti oltre i 50 anni, specie fumatori, richiede maggiore attenzione per l’esclusione di neoplasie uroteliali. I laboratori accreditati ISO 15189:2022, diffusi in Europa nel 2026, riportano HEM con categorie semiquantitative (negativo, traccia, 1+, 2+, 3+) per guidare il medico nella successiva valutazione.
Come viene misurato HEM: metodi, affidabilita e limiti
La misurazione di HEM nelle urine avviene di solito con strisce reattive lette da analizzatori automatici. Il principio è la reazione perossidasica dell’emoglobina o mioglobina, che catalizza un cambiamento di colore sul pad. I sistemi moderni stimano il grado di positività, ma confermare al microscopio rimane cruciale quando il risultato incide sulle decisioni cliniche. La sensibilita del dipstick per la ematuria è elevata, spesso oltre il 90%, ma la specificita puo calare per interferenze. Lisi dei globuli rossi in campione diluito, presenza di agenti ossidanti o presenza di mioglobina dopo sforzo intenso possono generare discrepanze tra HEM e conta microscopica degli eritrociti. Per questo, le linee guida EAU 2024 raccomandano di considerare la ripetizione del test e la conferma microscopica prima di avviare indagini invasive.
Punti chiave
- Campione fresco: analizzare entro 2 ore o refrigerare.
- Falsi positivi: ipoclorito, disinfettanti, contaminanti ossidanti.
- Falsi negativi: urina molto diluita o alto acido ascorbico.
- Mioglobinuria: HEM positivo ma pochi eritrociti al microscopio.
- Conferma: sedimentazione urinaria e conta eritrociti per HPF.
Valori di riferimento e soglie di allarme nel 2026
Nel 2026, la maggioranza dei laboratori riporta HEM in classi: negativo; traccia (circa 5–10 eritrociti per microlitro equivalenti semiquantitativi); 1+ (circa 25 Ery/uL); 2+ (circa 80 Ery/uL); 3+ (circa 200 Ery/uL). A livello microscopico, la definizione AUA di ematuria microscopica resta ≥3 eritrociti per campo ad alto ingrandimento (HPF) su un singolo esame ben raccolto. La presenza di HEM “traccia” in un soggetto asintomatico puo essere transitoria e, se isolata, spesso si normalizza alla ripetizione entro 1–2 settimane. Dati osservazionali pubblicati entro il 2024 e ampiamente utilizzati nel 2026 indicano che la prevalenza di ematuria microscopica asintomatica varia tra il 2% e il 13% nella popolazione adulta, con ampie differenze per eta e fattori di rischio. Soglie di allarme immediato includono ematuria macroscopica, HEM 3+ persistente, o HEM positivo associato a febbre, dolore lombare acuto o coagulazione di sangue nelle urine. In tali casi, e opportuno un contatto rapido con il medico o un accesso in urgenza.
Cause comuni e meno comuni di HEM positivo
Un HEM positivo puo avere molte cause, benigne o rilevanti. Infezioni urinarie, calcoli renali e traumi sono tra le piu frequenti. L’esercizio fisico intenso (ematuria da sforzo) e la contaminazione mestruale sono cause transitorie. Nei pazienti piu anziani, specialmente fumatori o con esposizioni professionali ad amine aromatiche, un HEM persistente puo essere la prima spia di tumori uroteliali, inclusi tumore della vescica e del rene. La nefropatia glomerulare (per esempio IgA) puo dare HEM con cilindri eritrocitari e proteinuria. Farmaci come anticoagulanti e antiaggreganti non causano da soli ematuria, ma possono renderla clinicamente evidente in presenza di una lesione sottostante. Secondo dati EAU 2024, tra i pazienti con ematuria microscopica, la quota di patologie urologiche significative varia dall’1% al 5% nei profili di rischio bassi e sale con l’eta e i fattori di rischio.
Punti chiave
- UTI: HEM con leucociti e nitriti positivi, disuria e urgenza.
- Calcoli: HEM con colica renale, dolore lombare, microcristalli.
- Esercizio: HEM post-sforzo, si risolve entro 48–72 ore.
- Glomerulare: HEM con proteinuria e cilindri, eGFR ridotta.
- Neoplasie: rischio maggiore oltre 50 anni, fumo, esposizioni.
Percorso diagnostico secondo AUA ed EAU: cosa aspettarsi
Le linee guida AUA e EAU propongono un percorso a rischio. Primo passo: confermare l’ematuria con esame microscopico su campione adeguato, ripetendo se necessario. Secondo: escludere cause ovvie (ciclo, esercizio, infezione), trattare l’UTI e ricontrollare. Terzo: stratificare il rischio per neoplasia uroteliale in base a eta, abitudine al fumo, intensita di HEM e storia clinica. Dati sintetizzati entro il 2024 e impiegati nel 2026 indicano che il rischio di tumore uroteliale in ematuria microscopica asintomatica e generalmente basso, con stime attorno allo 0,2–1% nei profili a basso rischio, 1–2% negli intermedi e oltre il 5% nei profili ad alto rischio. Gli esami di secondo livello includono ecografia reno vescicale, cistoscopia e, nei casi ad alto rischio, TC urografica. Questo approccio bilancia diagnosi precoce e riduzione di esami inutili, in linea con principi di medicina di valore promossi anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanita.
Punti chiave
- Conferma al microscopio: soglia ≥3 RBC/HPF.
- Trattare e ricontrollare: UTI e cause transitorie.
- Stratificazione del rischio: eta, fumo, grado HEM.
- Imaging: ecografia vs TC in base al rischio.
- Cistoscopia: indicata nei profili intermedi o alti.
HEM in popolazioni speciali: gravidanza, bambini, atleti, anticoagulati
In gravidanza, HEM positivo richiede attenzione perche infezioni urinarie e pielonefriti possono complicare il decorso; lo screening e piu prudente, con preferenza per ecografia e test non ionizzanti. Nei bambini, la ematuria isolata transitoria è relativamente comune e spesso benigna; tuttavia, la presenza di proteinuria, ipertensione o familiarita per malattie renali impone valutazione nefrologica. Negli atleti, la ematuria da sforzo compare classico dopo corsa prolungata o sport di contatto; di solito scompare entro 72 ore, e la persistenza oltre una settimana merita indagini. Nei pazienti in terapia anticoagulante o antiaggregante, HEM positivo non va attribuito automaticamente al farmaco: secondo raccomandazioni EAU, va comunque esclusa una lesione urologica, poiche il farmaco tende a smascherare un problema preesistente. Sul piano epidemiologico, la nefrolitiasi ha una prevalenza stimata tra il 10% e il 12% nei maschi e 7% nelle femmine, con recidiva fino al 50% in 5–10 anni, dati costantemente confermati fino al 2024 e pertinenti anche nel 2026.
Come leggere HEM insieme ad altri parametri urinari
L’interpretazione di HEM migliora se considerata con gli altri pad della striscia. Leucociti (LEU) e nitriti (NIT) orientano verso infezione batterica; proteine (PRO) e densita (SG) suggeriscono stato di idratazione e possibile coinvolgimento glomerulare; pH condiziona la stabilita dei globuli rossi. Un pattern HEM positivo con LEU e NIT positivi indica un’alta probabilita di UTI, mentre HEM positivo con PRO elevata e cilindri al sedimento fa pensare a nefropatia glomerulare. HEM positivo isolato, con SG molto bassa, potrebbe essere effetto di diluizione e lisi eritrocitaria. Per decisioni cliniche pesanti, l’integrazione con creatinina, eGFR, eventuale citologia urinaria e imaging resta fondamentale. Questa lettura combinata e in linea con le buone pratiche raccomandate da EAU e AUA per ridurre falsi allarmi e concentrare le risorse sui casi davvero a rischio.
Punti chiave
- HEM + LEU + NIT: probabile infezione urinaria.
- HEM + PRO + cilindri: sospetto glomerulare.
- HEM + SG bassa: possibile lisi eritrocitaria.
- HEM isolato lieve: ripetere a distanza di 1–2 settimane.
- Esami aggiuntivi: creatinina, eGFR, ecografia mirata.
Prevenzione, monitoraggio e quando rivolgersi al medico
Molti casi di HEM lieve e transitorio si risolvono con idratazione adeguata e riposo. Per la prevenzione della nefrolitiasi, le linee guida europee sul metabolismo dei calcoli suggeriscono di mirare a una diuresi giornaliera di almeno 2–2,5 litri; l’Autorita europea per la sicurezza alimentare (EFSA) indica apporti idrici adeguati di circa 2,5 litri per gli uomini e 2,0 litri per le donne al giorno da tutte le bevande e alimenti. Ridurre sale e eccesso di proteine animali aiuta a limitare la formazione di calcoli. Per le UTI, misure igieniche e un corretto svuotamento vescicale sono consigliati; il rischio di avere almeno un episodio nella vita raggiunge il 50–60% tra le donne. Rivolgersi al medico con urgenza se compaiono urine rosse con coaguli, febbre alta, dolore lombare intenso o riduzione marcata della diuresi. Nel 2026, i laboratori accreditati ISO 15189:2022 garantiscono tracciabilita e controllo qualita, ma la interpretazione resta clinica: coinvolgere medico di base, urologo o nefrologo quando indicato riduce ritardi diagnostici e test inutili.


