Quando su un referto di urine appare la frase “cellule epiteliali relativamente frequenti”, molti pazienti si preoccupano. Il significato reale dipende dal tipo di cellula, dal contesto clinico e da come e stato raccolto il campione. In questo articolo spieghiamo, con dati aggiornati al 2026, cosa vuol dire, quando allarmarsi e quali passi seguire.
L’obiettivo e offrire una guida pratica e chiara. Con riferimenti ai range di laboratorio comunemente usati e a organismi come l’Organizzazione Mondiale della Sanita, l’Associazione Europea di Urologia e il Clinical and Laboratory Standards Institute.
Cosa significa cellule epiteliali relativamente frequenti?
Le cellule epiteliali nelle urine provengono dal rivestimento di uretra, vescica, ureteri e reni, oppure dalla cute perineale. Vederne poche e normale. La questione nasce quando il referto parla di “relativamente frequenti”. Questa espressione, in pratica, segnala una quantita superiore all’atteso per un campione ben raccolto, ma non necessariamente patologica.
Nel 2026, molti laboratori riportano come intervallo di riferimento 0–5 cellule epiteliali pavimentose per campo ad alto ingrandimento (HPF) in un campione a getto intermedio; 0–2 cellule transizionali/HPF; cellule tubulari renali assenti o rarissime (0–1/HPF). “Relativamente frequenti” spesso significa valori che superano tali soglie, specie per le pavimentose, e suggeriscono possibile contaminazione. Il significato clinico cambia radicalmente se prevalgono cellule tubulari renali, che possono indicare danno tubulare.
Contare cellule da solo non basta. Si interpreta insieme ad altri elementi del sedimento: leucociti, eritrociti, batteri, cilindri. Le linee guida dell’Associazione Europea di Urologia raccomandano di collegare i reperti di sedimento a sintomi e test aggiuntivi, come urinocoltura, per evitare trattamenti inutili.
Tipi di cellule epiteliali e cosa indicano
Le cellule epiteliali pavimentose sono grandi, piatte, con nucleo piccolo; derivano per lo piu da uretra distale e genitali esterni. Una quantita elevata suggerisce spesso contaminazione da mancata igiene o raccolta scorretta, specie nelle donne. Quelle transizionali, invece, provengono da vescica e vie urinarie superiori; un aumento puo associarsi a irritazione o infiammazione vescicale.
Le cellule tubulari renali sono piccole, con rapporto nucleo/citoplasma piu alto; la loro presenza, anche se rara, e piu significativa clinicamente perche puo riflettere sofferenza tubulare. In contesti di ischemia, nefrotossicita da farmaci o infezioni severe, la loro comparsa merita approfondimento. Molti manuali di laboratorio nel 2025–2026 riportano che qualsiasi numero “maggiore di raro” per le tubulari va considerato atipico.
Comprendere il tipo cellulare aiuta a decidere il passo successivo. Se dominano le pavimentose, prima si verifica la qualita del campione. Se compaiono transizionali o tubulari, si integra con anamnesi, esami del sangue e imaging, in linea con i percorsi diagnostici suggeriti da societa come EAU e AUA.
Come viene misurata la presenza di cellule epiteliali
La misurazione avviene al microscopio ottico dopo centrifugazione del campione, con referto espresso in cellule per HPF. Nel 2026 molti laboratori impiegano strumenti automatizzati di analisi urinaria basati su citometria a flusso o imaging assistito da algoritmi, utili per lo screening, con conferma al microscopio quando i risultati sono anomali o poco chiari.
La precisione dipende dalla qualita del campione e dai tempi. Il CLSI raccomanda di analizzare entro 2 ore dalla raccolta, oppure di refrigerare a 2–8 C e processare entro 24 ore per limitare degrado cellulare e crescita batterica. Campioni ritardati o a temperatura ambiente possono mostrare conteggi cellulari alterati.
La contaminazione del campione rimane una variabile importante. Studi recenti riportano tassi di contaminazione tra 10% e 30% nei campioni a getto intermedio in ambito ambulatoriale, con valori piu alti nelle donne. Il miglioramento delle istruzioni prelievo riduce il problema e rende piu affidabile l’interpretazione del conteggio di cellule epiteliali.
Cause comuni di cellule epiteliali relativamente frequenti
La causa piu frequente e la contaminazione da cute e mucose. Segue l’irritazione delle vie urinarie per infezione, calcoli o cateteri. Anche esercizio intenso e disidratazione possono aumentare transitoriamente la desquamazione cellulare, falsando l’interpretazione se il contesto clinico non e chiaro.
Le infezioni urinarie sono molto diffuse. L’Organizzazione Mondiale della Sanita stima decine di milioni di nuovi episodi ogni anno a livello globale. In tali casi, cellule epiteliali relativamente frequenti coesistono spesso con leucociti, nitriti positivi e batteri al sedimento. In presenza di dolore minzionale o febbre, l’urinocoltura e raccomandata per conferma e per guida antibiotica.
Punti chiave:
- Contaminazione da raccolta scorretta: numerose cellule pavimentose, batteri misti, assenza di sintomi.
- Cistite o uretrite: aumento di cellule transizionali, leucociti elevati, nitriti talvolta positivi.
- Cateterismo recente: microtraumi e biofilm possono aumentare cellule e leucociti.
- Calcoli o irritazione meccanica: epitelio transizionale piu abbondante, possibile microematuria.
- Danno tubulare: cellule tubulari renali, cilindri granulari, creatinina in salita.
Quando preoccuparsi e quali esami richiedere
La presenza di molte cellule pavimentose, senza sintomi, spesso indica solo raccolta non ideale. Preoccupa di piu la comparsa di cellule tubulari renali o di numerose transizionali con sintomi. Anche la co-occorrenza di cilindri, proteinuria significativa e creatinina elevata richiede valutazione rapida.
L’Associazione Urologica Americana definisce microematuria come almeno 3 eritrociti per HPF in un campione correttamente raccolto e analizzato. Se alla microematuria si associano cellule epiteliali atipiche o segni di infezione, e ragionevole procedere con urinocoltura, ecografia reno-vescicale e, quando indicato, cistoscopia. Nei sospetti di danno renale, aggiungere esami del sangue, rapporto albumina/creatinina urinaria e valutazione nefrologica.
Piano pratico suggerito:
- Ripetere il campione con corretta igiene e getto intermedio entro pochi giorni.
- Eseguire stick urine e sedimento; se leucociti o nitriti positivi, richiedere urinocoltura.
- Se compaiono cellule tubulari, controllare creatinina, elettroliti e rapporto albumina/creatinina.
- Con sintomi importanti o recidive, valutare imaging reno-vescicale.
- Attivare consulenza specialistica se compaiono cilindri patologici, proteinuria marcata o insufficienza renale.
Popolazioni speciali: donne in gravidanza, bambini e anziani
In gravidanza il rischio di contaminazione del campione e maggiore. Tuttavia, la gravidanza richiede attenzione perche la batteriuria asintomatica, presente nel 2–10% delle gestanti secondo diverse societa internazionali, va ricercata e trattata per ridurre il rischio di pielonefrite. Cellule epiteliali relativamente frequenti in gravidanza vanno quindi rivalutate con campione ben raccolto e, se necessario, con urinocoltura.
Nei bambini, l’interpretazione e condizionata dalla modalita di raccolta: sacchetti adesivi hanno tassi di contaminazione elevati, mentre il cateterismo sterile o il getto intermedio in bimbi collaboranti offrono risultati migliori. Negli anziani, incontinenza e cateteri aumentano la probabilita di cellule e batteri in assenza di sintomi, e la gestione deve evitare antibiotici non necessari, in linea con i principi di stewardship sostenuti da CDC ed EAU.
Accorgimenti per gruppi speciali:
- Gravidanza: preferire campione del mattino, igiene accurata, valutare sempre urinocoltura se i sintomi sono assenti ma il sedimento e sospetto.
- Bambini: usare tecniche di raccolta idonee all’eta; evitare di basarsi su un solo campione contaminato.
- Anziani: distinguere colonizzazione da infezione; trattare solo in presenza di sintomi sistemici o locali.
- Portatori di catetere: considerare il biofilm; cambiare il catetere prima dell’urinocoltura quando indicato.
- Immunodepressi: soglia di attenzione piu bassa per valutazioni aggiuntive e imaging.
Prevenzione e raccolta corretta del campione
La prevenzione inizia con la raccolta. Il getto intermedio, dopo adeguata igiene perineale, riduce il carico di cellule pavimentose e la contaminazione batterica. Nel 2026, i laboratori insistono su istruzioni chiare e semplici, perche una buona raccolta migliora la qualita diagnostica, riducendo la necessita di test ripetuti e antibiotici inutili.
Parametri pratici contano: scartare la prima quota di urina, raccogliere 20–30 mL nel contenitore sterile, chiudere subito il tappo, consegnare al laboratorio entro 2 ore o refrigerare a 2–8 C se il trasporto ritarda. Queste raccomandazioni, allineate ai documenti CLSI, aiutano a mantenere intatte le cellule e a limitare fenomeni che alterano il sedimento.
Check-list operativa domestica:
- Lavare le mani e detergere i genitali con movimenti frontali verso il retro.
- Avviare la minzione nel wc, poi raccogliere il getto intermedio senza toccare l’interno del contenitore.
- Chiudere ermeticamente il tappo e applicare l’etichetta con data e ora.
- Consegna al laboratorio entro 2 ore; se non possibile, refrigerare.
- Informare il medico su farmaci, ciclo mestruale, attivita fisica intensa recente.
Domande frequenti e miti da sfatare nel 2026
Un mito comune e che “piu cellule epiteliali significano sempre infezione”. Non e cosi. Le cellule pavimentose in eccesso spesso riflettono solo contaminazione. L’infezione si sospetta quando coesistono sintomi, leucociti elevati, nitriti positivi o batteri al sedimento e, idealmente, una urinocoltura positiva. Altro mito: “se il sedimento e anomalo bisogna prendere antibiotici”. Le linee di stewardship di CDC e EAU ribadiscono che la terapia si basa su sintomi e coltura, non su un singolo sedimento.
La tecnologia sta migliorando l’accuratezza. Nel 2026, analizzatori automatizzati aiutano a segnalare campioni probabilmente contaminati o con elementi rari come cellule tubulari, riducendo gli errori preanalitici e suggerendo una conferma microscopica. Questo non sostituisce il giudizio clinico, ma rende piu rapida l’identificazione dei casi che meritano attenzione.
Domande ricorrenti, risposte rapide:
- Ho “cellule epiteliali relativamente frequenti” ma sto bene: e probabile contaminazione; ripeti il campione seguendo la check-list.
- Ci sono anche leucociti e nitriti: valuta urinocoltura prima di terapia, in linea con le buone pratiche.
- Compaiono cellule tubulari renali: contatta il medico; potrebbero servire esami ematici e imaging.
- Quanto e frequente la contaminazione? In ambito ambulatoriale 10–30%, riducibile con istruzioni corrette.
- Esistono valori “normali” universali? No, i range variano tra laboratori; tipicamente 0–5 pavimentose/HPF in campione pulito.


