Cosa significa cellule endocervicali presenti?

Molte persone leggono un referto del Pap test e trovano la frase: cellule endocervicali presenti. Questa espressione genera spesso dubbi, ma in realta indica un dettaglio tecnico utile per capire la qualita del campione.

In questo articolo spieghiamo cosa significa, perche conta nella prevenzione del tumore del collo dellutero, quali sono le linee guida piu recenti e quando e necessario ripetere il prelievo.

Cosa significa “cellule endocervicali presenti” nel referto

Quando in un Pap test compare la dicitura cellule endocervicali presenti, vuol dire che il campione contiene cellule provenienti dal canale del collo dellutero, in particolare dalla zona di trasformazione. Questa area e il punto di passaggio tra lepitelio squamoso dellesocervice e lepitelio ghiandolare dellendocervice, ed e la sede in cui nascono la maggior parte delle lesioni precancerose.

Nel linguaggio del sistema Bethesda, spesso si parla di componente della zona di trasformazione (TZ). La presenza di cellule endocervicali o di metaplastiche della TZ suggerisce un campionamento efficace. Non e una diagnosi di malattia, ma un indicatore tecnico della qualita del prelievo. In altre parole, segnala che lo striscio o la citologia in fase liquida hanno catturato cellule del punto piu critico per lo screening.

La semplice presenza di queste cellule non significa infezione, infiammazione o tumore. E un dettaglio che il citologo riporta per contestualizzare linterpretazione del risultato complessivo, che dipende da altri aspetti: eventuali alterazioni citologiche, positività per HPV, eta e storia clinica.

Perche la zona di trasformazione e cosi importante nella prevenzione

La prevenzione del tumore del collo dellutero si concentra sulla zona di trasformazione, dove avvengono i cambiamenti cellulari maggiormente esposti allazione del papillomavirus umano (HPV). Studi citati dallOrganizzazione Mondiale della Sanita (OMS) e dallAgenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) mostrano che la stragrande maggioranza delle lesioni di alto grado nasce proprio in questa sede.

Per questo un Pap test che intercetta cellule endocervicali o metaplastiche della TZ e generalmente considerato piu informativo. Significa che il prelievo ha raggiunto il punto critico e, in caso di anomalie, aumenta la probabilita di rilevarle. Non vuol dire che un campione senza tali cellule sia inutilizzabile; indica pero che, in alcuni contesti clinici, si puo valutare se ripetere o integrare con un test HPV, soprattutto se il rischio individuale e elevato.

LOMS, nel suo programma 90-70-90 per il 2030, sottolinea che lalta qualita dello screening citologico o HPV e un tassello fondamentale per ridurre incidenza e mortalita. Campionamenti corretti e letture accurate sono parti integranti di questo obiettivo globale.

Cosa dicono Bethesda e le linee guida aggiornate su adeguatezza e ripetizione

Il sistema Bethesda specifica che la presenza o assenza di componenti della zona di trasformazione puo essere riportata, ma non determina da sola ladeguatezza del campione, a meno che non manchi completamente il materiale cellulare necessario. In pratica, un Pap puo essere adeguato anche se le cellule endocervicali non sono visibili, se la cellularita complessiva e sufficiente.

Le linee guida ACOG (American College of Obstetricians and Gynecologists) confermate nel 2024, e i protocolli basati sulle raccomandazioni ASCCP, indicano che:
– 21-29 anni: Pap test ogni 3 anni.
– 30-65 anni: opzioni equivalenti includono test HPV primario ogni 5 anni, co-testing HPV+Pap ogni 5 anni, oppure Pap ogni 3 anni.

Se il Pap e negativo e non si vedono cellule endocervicali, la gestione dipende dal contesto. Con HPV negativo e rischio basso, non e necessario ripetere il test prima del previsto. LISS (Istituto Superiore di Sanita) in Italia e i CDC negli USA allineano i protocolli verso strategie basate sul rischio, dove il risultato HPV e spesso il fattore guida principale. Un campione con “cellule endocervicali presenti” rafforza la confidenza nel prelievo, ma da solo non cambia gli intervalli raccomandati.

Fattori che influenzano la presenza di cellule endocervicali nel campione

Diversi fattori tecnici e biologici possono determinare se le cellule endocervicali appaiono nel referto. Il tipo di strumento usato (spazzolino endocervicale, spatola, broom), la tecnica di rotazione, la gestione di muco e sangue, e la scelta tra striscio convenzionale o citologia in fase liquida fanno la differenza.

La fisiologia individuale conta: menopausa, atrofia, post-partum, uso di contraccettivi ormonali o terapie locali possono modificare laspetto e la raggiungibilita della zona di trasformazione. In caso di atrofia marcata, un breve ciclo di estrogeni topici puo talvolta essere considerato dal clinico prima di ripetere un prelievo difficile.

Accorgimenti pratici per aumentare la qualita del prelievo:

  • Usare dispositivi combinati (spatola + spazzolino) o un broom progettato per coprire esocervice e endocervice.
  • Rimuovere delicatamente muco in eccesso prima del prelievo, evitando lavaggi aggressivi.
  • Limitare i lubrificanti non necessari, scegliendo prodotti compatibili con la citologia liquida.
  • Ruotare lo strumento 360 gradi con pressione lieve ma costante sulla giunzione squamo-colonnare.
  • Preferire la citologia in fase liquida, che nelle serie pubblicate mostra percentuali piu alte di componente TZ rispetto allo striscio tradizionale.

Dati e statistiche aggiornate: cosa ci dicono i numeri

I dati internazionali piu recenti indicano che la qualita del campione migliora con la citologia in fase liquida: in molte casistiche, la presenza di componenti della TZ raggiunge l80-90%, contro il 50-70% degli strisci convenzionali. Sul piano dellaccuratezza, il Pap test ha una sensibilita variabile, tipicamente intorno al 55-84% per lesioni CIN2+, con specificita elevata (90-96%). Il test HPV primario mostra sensibilita intorno al 90-95% per CIN2+, con specificita leggermente inferiore.

Secondo IARC/GLOBOCAN, nel 2022 si stimavano circa 661.000 nuovi casi di tumore della cervice nel mondo e circa 348.000 decessi. LOMS nel 2024 ha ribadito gli obiettivi 90-70-90 per il 2030: 90% di ragazze vaccinate contro HPV entro i 15 anni, 70% di donne sottoposte a uno screening ad alta precisione a 35 e 45 anni, 90% di donne con malattia trattate adeguatamente.

Dati chiave 2024-2026 da ricordare:

  • Citologia in fase liquida: componente TZ presente nell80-90% dei campioni in molti programmi organizzati.
  • Sensibilita Pap per CIN2+: circa 55-84%; specificita: 90-96% (variabile per eta e metodo).
  • Sensibilita test HPV per CIN2+: 90-95%; specificita: 85-90% a seconda del genotipo e del setting.
  • Carico globale 2022 (IARC): ~661.000 casi/anno; ~348.000 decessi/anno.
  • Implementazione HPV primario in crescita: sempre piu paesi, inclusa lUE, integrano o adottano test HPV come prima scelta, guidati da OMS ed ECDC.

Come interpretare “presenti” o “assenti” insieme ad altri risultati

La frase “cellule endocervicali presenti” va letta insieme allesito citologico e allo stato HPV. Se tutto e negativo e il campione include la zona di trasformazione, la rassicurazione e massima. Se le cellule endocervicali non sono viste ma il test e negativo e la donna ha un profilo di rischio basso, le principali linee guida non impongono anticipi dello screening.

Se il test HPV e positivo per genotipi ad alto rischio, in particolare 16 o 18, la gestione segue protocolli di rischio: spesso si procede con colposcopia anche in presenza di citologia negativa. Le linee guida ASCCP basate sul rischio usano soglie di rischio immediato di CIN3+ per decidere il rinvio o lesame approfondito. La presenza di cellule endocervicali, in questi casi, e un dettaglio sul prelievo, non il driver decisionale.

Combinazioni frequenti e possibili passi successivi:

  • Pap negativo + HPV negativo + cellule endocervicali presenti: ritorno allo screening di routine.
  • Pap negativo + HPV negativo + cellule endocervicali assenti: generalmente nessuna azione, salvo contesti particolari.
  • Pap negativo + HPV 16/18 positivo: colposcopia raccomandata secondo ACOG/ASCCP.
  • Pap ASC-US + HPV negativo: follow-up a 3 anni nella maggior parte dei casi.
  • Pap LSIL/HSIL: valutazione colposcopica indipendentemente dalla nota sulle cellule endocervicali.

Fattori personali che possono ridurre la visibilita della zona di trasformazione

Con lavanzare delleta, la giunzione squamo-colonnare tende a migrare verso il canale endocervicale, rendendo piu difficile il prelievo della zona di trasformazione. Questa dinamica e frequente in post-menopausa, dove latrofia mucosale e le modificazioni ormonali spostano la TZ piu in alto. Anche il periodo post-partum e particolari condizioni ormonali possono incidere sulla reperibilita delle cellule endocervicali.

La storia di interventi sul collo dellutero, come conizzazioni o trattamenti per lesioni precancerose, puo alterare lanatomia locale. In tali casi, la mancanza di cellule endocervicali nel campione non sorprende e va interpretata alla luce della storia clinica. Il medico puo decidere strumenti e tecniche piu adatte o associare il test HPV per massimizzare la sensibilita complessiva dello screening.

Nei programmi organizzati, i protocolli di prelievo e formazione continua mirano a standardizzare il recupero della componente TZ. Questo approccio, sostenuto da ISS ed ECDC in Europa, ha dimostrato di migliorare la qualita e ridurre i campioni subottimali.

Domande frequenti e miti da sfatare

Un mito diffuso e che la presenza di cellule endocervicali equivalga a un segno di patologia. Non e cosi: indica semplicemente che la zona critica e stata inclusa nel prelievo. Un altro dubbio frequente riguarda lidea che lassenza di tali cellule renda inutile lesame. Anche questo non e esatto: il Pap puo comunque essere adeguato e informativo, soprattutto se integrato da un risultato HPV negativo.

Molte pazienti chiedono se la presenza di cellule endocervicali implichi maggiore dolore o una manovra invasiva. In pratica, strumenti moderni consentono un prelievo rapido e delicato. La sensazione fastidiosa e di breve durata e non comporta rischi significativi nella grande maggioranza dei casi.

Chiarimenti rapidi per pazienti e caregiver:

  • “Presenti” non significa tumore, infezione o infiammazione.
  • Un Pap senza cellule endocervicali puo essere comunque valido e non richiede sempre ripetizione.
  • Il test HPV e spesso il fattore chiave nelle decisioni di follow-up.
  • La qualita del prelievo dipende da tecnica, strumenti e anatomia individuale.
  • I programmi di screening seguono linee guida OMS/ACOG/ISS per ridurre rischi e ansia.

Quando consultare lo specialista e come organizzare il follow-up

Se il referto riporta anomalie citologiche (ASC-US, LSIL, HSIL, AGC) o se il test HPV e positivo per genotipi ad alto rischio, e opportuno un consulto ginecologico o una colposcopia secondo le soglie di rischio ASCCP. In assenza di anomalie e con HPV negativo, la raccomandazione tipica e rispettare gli intervalli di screening previsti per letà, senza anticipare il controllo solo per lassenza di cellule endocervicali.

Chi ha fattori di rischio aggiuntivi, come immunosoppressione, storia di lesioni di alto grado, o mancata adesione pregressa allo screening, dovrebbe discutere con il medico un piano personalizzato. Nel 2024-2026 molti sistemi sanitari, inclusi quelli europei, spingono su percorsi basati sul rischio, che ottimizzano risorse e risultati clinici.

Ricordare i pilastri: vaccinazione HPV, adesione allo screening a intervalli raccomandati, trattamento tempestivo delle lesioni. LOMS stima che unampia adozione di questi interventi possa evitare centinaia di migliaia di decessi entro il 2050. In questo percorso, la frase “cellule endocervicali presenti” e un dettaglio tecnico che segnala che il prelievo ha centrato la zona dove lo screening fa la differenza.

duhgullible

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