Molti lettori si chiedono che cosa voglia dire la dicitura glucidi di cui zuccheri che trovano sulle etichette alimentari. In breve, indica i carboidrati totali del prodotto e la quota che e composta da zuccheri semplici. Capire questa distinzione aiuta a valutare meglio l impatto nutrizionale di cio che mangiamo.
Che cosa significa glucidi di cui zuccheri?
Definizioni di base e interpretazione in etichetta
Nel linguaggio dell etichettatura nutrizionale europea, il termine glucidi e sinonimo di carboidrati totali. Questi includono zuccheri semplici (come glucosio, fruttosio, saccarosio, lattosio), carboidrati complessi (amidi), e fibre non solubili che in genere non vengono incluse nel calcolo energetico come carboidrati digeribili. La riga di cui zuccheri specifica invece soltanto la porzione di carboidrati che e composta da zuccheri semplici, siano essi naturalmente presenti negli alimenti (per esempio nel latte o nella frutta) o aggiunti in fase di produzione. Sulle etichette dell Unione Europea, armonizzate dal Regolamento UE 1169/2011, il valore e espresso per 100 g o 100 ml e spesso anche per porzione proposta.
Capire questa coppia di voci e importante: un biscotto puo riportare 70 g di glucidi di cui zuccheri 25 g per 100 g, segnalando che una parte consistente dei carboidrati deriva da zuccheri semplici. Viceversa, un pane integrale potrebbe avere 45 g di glucidi di cui zuccheri 2 g, con la gran parte dei carboidrati proveniente da amido e una quota minima di zuccheri semplici. Questa informazione non esaurisce la qualita del prodotto, ma e un primo passo essenziale per orientare le scelte.
Differenza tra carboidrati totali, zuccheri e zuccheri aggiunti
I carboidrati totali includono amidi, zuccheri e oligosaccaridi. La voce di cui zuccheri somma gli zuccheri intrinseci (per esempio quelli naturalmente presenti nella frutta intera e nel latte) e gli zuccheri liberi o aggiunti (tra cui saccarosio, sciroppo di glucosio-fruttosio, miele, succhi e concentrati di frutta aggiunti come dolcificanti). Le etichette europee, a oggi, non distinguono sempre chiaramente tra zuccheri intrinseci e zuccheri aggiunti; per questa ragione e utile leggere sia l elenco ingredienti sia la tabella nutrizionale. Se tra i primi ingredienti trovi zucchero, sciroppi o succo concentrato, e probabile che una quota rilevante di quel di cui zuccheri provenga da zuccheri liberi.
La distinzione e nutrizionalmente rilevante. Gli zuccheri intrinseci della frutta intera arrivano in un matrice ricca di fibre, acqua, vitamine e polifenoli, che modulano assorbimento e impatto glicemico. Gli zuccheri aggiunti, invece, sono spesso associati a densita energetica elevata e minore sazieta. Per questo l Organizzazione Mondiale della Sanita (OMS) concentra le proprie raccomandazioni sui cosiddetti zuccheri liberi. Sapere che cosa misura il di cui zuccheri ti permette di contestualizzare numeri che, altrimenti, rischiano di essere letti in modo fuorviante.
Effetti metabolici: come vengono digeriti e utilizzati
Tutti i carboidrati digeribili forniscono 4 kcal per grammo. Una volta ingeriti, gli amidi vengono scissi in zuccheri semplici dall amilasi e da enzimi intestinali, mentre i disaccaridi (come saccarosio e lattosio) vengono scissi in monosaccaridi per poter essere assorbiti. Il glucosio entra rapidamente nel circolo sanguigno, stimolando la secrezione di insulina; il fruttosio viene in gran parte metabolizzato a livello epatico. Le risposte glicemiche e ormonali dipendono dalla velocita di assorbimento, dalla presenza di fibra e proteine nel pasto e dalla forma fisica dell alimento.
Punti chiave
- Il carico glicemico di un alimento non dipende solo dai grammi di di cui zuccheri, ma anche dalla presenza di amidi rapidamente digeribili.
- La fibra solubile rallenta lo svuotamento gastrico e l assorbimento degli zuccheri, attenuando i picchi glicemici.
- Bevande zuccherate hanno cinetiche di assorbimento piu rapide rispetto a alimenti solidi con pari zuccheri.
- 100 ml di bibita con 10 g di zuccheri forniscono 40 kcal; una lattina da 330 ml arriva facilmente a 33 35 g di zuccheri e oltre 130 kcal.
- Porzioni ampie moltiplicano l impatto: un tè freddo da 500 ml con 8 g zuccheri per 100 ml apporta 40 g di zuccheri, pari a 160 kcal.
Linee guida e limiti: OMS, EFSA e istituzioni italiane
L OMS, nelle raccomandazioni tuttora in vigore nel 2026, suggerisce di limitare gli zuccheri liberi a meno del 10 percento dell energia quotidiana, con ulteriore beneficio se si scende sotto il 5 percento. Su una dieta da 2000 kcal questo equivale a un massimo di 50 g al giorno per il 10 percento e idealmente 25 g per il 5 percento. L Autorita Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), nella sua valutazione del 2022, ha concluso che l assunzione di zuccheri aggiunti e liberi dovrebbe essere mantenuta piu bassa possibile nel contesto di una dieta nutrizionalmente adeguata, senza fissare una soglia di sicurezza specifica.
Le istituzioni italiane, come il Ministero della Salute e l Istituto Superiore di Sanita (ISS), ribadiscono che la riduzione degli zuccheri liberi e una priorita di salute pubblica. Dati recenti in Europa riportati da EFSA indicano che gli adulti assumono mediamente dal 7 al 10 percento dell energia da zuccheri liberi, mentre bambini e adolescenti possono arrivare a 11 17 percento. In Italia, stime diffuse da ISTAT e ISS per il 2023 collocano il sovrappeso degli adulti attorno al 46 percento e l obesita intorno al 10 11 percento; contenere l apporto di zuccheri liberi rientra tra le misure raccomandate per contrastare queste prevalenze.
Lettura pratica delle etichette: esempi di calcolo
Per usare al meglio la voce di cui zuccheri, conviene collegarla alle porzioni effettivamente consumate. Se un cereale da colazione riporta glucidi 70 g, di cui zuccheri 22 g per 100 g, e la porzione abituale e 40 g, quella porzione contiene 8,8 g di zuccheri (22 x 0,4) e 28 g di carboidrati totali. Se poi aggiungi 200 ml di latte con 5 g di lattosio per 100 ml, aggiungi altri 10 g di zuccheri intrinseci, arrivando a circa 18,8 g in totale per la colazione.
Come procedere passo per passo
- Controlla la riga di cui zuccheri per 100 g o 100 ml e confrontala con la porzione che consuma davvero.
- Verifica l elenco ingredienti: se compaiono zucchero, sciroppi, miele o succhi concentrati, parte dei zuccheri e aggiunta.
- Somma le fonti nel pasto: bevanda + alimento solido possono raddoppiare i grammi di zuccheri senza accorgertene.
- Confronta con gli obiettivi OMS: su 25 g/die (5 percento di 2000 kcal) una sola bibita da 330 ml con 35 g li supera gia.
- Ricorda la densita: uno yogurt bianco naturale puo avere 4 5 g di zuccheri per 100 g (lattosio), mentre una versione aromatizzata puo arrivare a 12 15 g.
Impatto su salute pubblica e dati recenti di consumo
L eccesso di zuccheri liberi e collegato a aumentato rischio di carie dentale, bilancio energetico positivo e, in presenza di consumo regolare di bevande zuccherate, maggiore probabilita di aumento ponderale nel tempo. L OMS stima che ridurre gli zuccheri liberi sotto il 10 percento dell energia comporti una riduzione significativa della carie nel corso della vita. In Europa, EFSA riporta che gli adulti tendono a collocarsi tra il 7 e il 10 percento dell energia da zuccheri liberi, con quote piu alte in adolescenti e bambini. Questi numeri, ancora rilevanti nel 2026, indicano spazio di miglioramento specie nelle fasce giovanili.
Un altro aspetto concreto: la principale fonte di zuccheri liberi in molte diete sono le bevande zuccherate e i dolci industriali. Un esempio realistico di giornata che supera facilmente i limiti: cappuccino zuccherato con cornetto (circa 15 20 g), bibita a pranzo (35 g), snack dolce pomeridiano (15 g). Totale stimato 65 70 g, ben oltre i 50 g del 10 percento su 2000 kcal. In Italia, iniziative di educazione alimentare promosse da ISS e Ministero della Salute nel 2024 2026 mirano a sensibilizzare scuole e famiglie su scelte piu consapevoli, con focus su bevande e merende.
Strategie per ridurre gli zuccheri liberi senza rinunciare al gusto
Diminuire il di cui zuccheri nella dieta quotidiana e possibile con piccoli accorgimenti, senza compromessi drastici sul piacere. La chiave e agire su sostituzioni graduali, attenzione alle porzioni e uso intelligente di alimenti integrali, che offrono dolcezza naturale bilanciata da fibre e micronutrienti. Una strategia efficace e anche quella di rieducare il palato, riducendo progressivamente lo zucchero aggiunto in bevande calde e ricette fatte in casa, per far emergere aromi e dolcezze intrinseche degli ingredienti.
Azioni pratiche e sostenibili
- Scegli bevande senza zuccheri aggiunti: acqua, infusi, caffe e te non zuccherati; aromatizza con scorza di agrumi o spezie.
- Preferisci yogurt bianco naturale e aggiungi frutta fresca o cannella al posto di prodotti aromatizzati ricchi di zuccheri.
- Controlla i condimenti dolci: riduci gradualmente miele, sciroppi e creme spalmabili, misurandoli con un cucchiaino.
- Usa frutta intera invece di succhi: stessa dolcezza percepita con piu fibra e maggiore sazieta.
- In cucina, taglia del 20 30 percento lo zucchero nelle ricette: spesso la palatabilita resta elevata grazie a vaniglia, cacao amaro o agrumi.
Domande frequenti e falsi miti
Intorno alla voce glucidi di cui zuccheri circolano diversi equivoci. Alcuni nascono dalla confusione tra zuccheri intrinseci e aggiunti, altri dall idea che ci siano zuccheri buoni e cattivi in senso assoluto. Chiarire i punti essenziali aiuta a leggere le etichette con occhio critico e a scegliere consapevolmente senza cadere in estremismi o allarmismi non necessari.
Chiarimenti rapidi
- Zuccheri della frutta intera non equivalgono a zuccheri aggiunti: la matrice con fibra cambia l impatto metabolico.
- Di cui zuccheri non indica sempre quanti sono aggiunti: serve leggere gli ingredienti per capirlo.
- Dolcificanti non calorici non sono una licenza illimitata: utili in strategie di riduzione, ma la priorita resta l educazione al gusto meno dolce.
- Prodotti light possono avere meno grassi ma piu zuccheri: confronta sempre le tabelle per 100 g e per porzione.
- Zero zuccheri non significa zero calorie: amidi e grassi contribuiscono ugualmente al bilancio energetico.


